Quando ho iniziato a scrivere il titolo ho avuto il dubbio sul titolo, ero indeciso su quello scritto oppure:
“Velenitaly”: continuiamo a farci del male!!
“Velenitaly”: ed ora cosa distruggeremo!!
ma poi ho capito che il titolo era solo l’apertura e che i concetti sarebbero dovuti essere trovati nell’articolo ed allora ecco qua! Ma partiamo dall’inizio: cosa vuol dire VELENITALY?
Si tratta del titolo d’apertura, sparato a tutta pagina sulla copertina dell’Espresso in edicola in questi giorni. L”interno una serie di articoli su frodi di diverso tipo nel campo enologico. Fondamentalmente le frodi riportate riguardano:
Il brunello di Montalcino che, secondo le accuse, in alcune aziende sarebbe preparato, indifferenti al disciplinare di produzione, con uve diverse dal sangiovese (secondo il disciplinare il brunello DEVE essere preparato vinificando ESCLUSIVAMENTE uva sangiovese) come cabernet, syrah o merlot. Sarà tema di un mio prossimo articolo parlare dei disciplinari di produzione…
Del vino anche pugliese a basso prezzo prodotto con acqua, zucchero, acidi minerali vari (Acido cloridrico o, come è conosciuto dalle casalinghe, acido muriatico), sali vari (ossia concimi inorganici come nitrati e fosfati) e un po’ di vino (ma non troppo, giusto il 20-30%, tanto per dare un po’ di colore e profumo) e che finiva sugli scaffali dei negozi a prezzi bassi (anche di aziende rinomate) attorno ad un euro al litro, ma spesso anche più economico.
Unendo le due indagini, facendo di tutta l’erba un fascio, viene fuori un articolo allarmista, e si ottiene un panorama veramente desolante del panorama viticolo considerando che lo scandalo viene reso pubblico proprio in corrispondenza del Vinitaly, la più grande vetrina internazionale del vino italiano, evento che involontariamente ha fatto da cassa di risonanza, potete rendervi conto dell’effetto deglagrante e distruttivo che il tutto ha avuto.
Considerate anche che nello stesso periodo c’è la questione delle mozzarelle di bufala campane alla diossina ed allora capirete il danno d’immagine che ha subito tutto il comparto agroalimentare italiano!!!
Ovviamente le indagini sulle frodi DEVONO essere fatte ed i giornali DEVONO darne risalto, ma avrebbero potuto sottolineare la capacità degli organi di controllo di fare luce sulle truffe, anche se a farle possono essere le aziende più blasonate e potenti; avrebbero potuto tranquillizzare i consumatori, avrebbero potuto sottolineare l’incongruenza di un trend di dimunizione dei prezzi dei prodotti vinicoli di fascia bassa, in controtendenza con tutti gli altri prezzi che invece stanno costantemente aumentando, sottolineando anche che i produttori strozzati dai buyers che richiedono i prezzi sempre più bassi sono costretti ade abbattere i costi e sotto ad una certa soglia… tutto viene giustificato (sarà un altro prossimo mio articolo a trattare proprio la questione dei prodotti low-prize)…. ma se non c’è scandalo, se non viene sottolineato l’aspetto più “morboso” i nostri giornalistiti temono di non vendere… ed allora “sbatti il mostro in prima pagina!!!” senza pensare che così si penalizzerà tutto il mercato vinicolo, uno dei pochi che da’ ossigeno alla nostra asfittica economia, premiando quei produttori esteri che operano in quelle nazioni dove le pratiche da nopi considerate frode sono invece permesse ed avremo così sempre la stessa “merda” nel bicchiere ma favorendo produttori stranieri (ora che ci penso… se i prezzi saranno sempre gli stessi ma bisognerà caricarci anche la spesa del trasporto più lungo allora…. i costi dovranno tagliarli ancora di più ed i produttori smetteranno di mettere anche quel 20-30% di uva). Sarà argomento di un mio futuro articolo tutto quanto riguarda le pratiche considerate frode in Italia ma permesse altrove anche in Europa.
p.s.: avrei voluto iniziare la mia “carriera” di blogger con un intervento elegiaco o formativo; stavo preparando un bell’articolino interessante e delizioso… ma sono troppo indignato!!!!