Inizio con questo post una serie di articoletti dove illustrerò alcune dritte per gustare al meglio un vino, di qualunque tipo.
Inizio con una semplice regola mnemonica per la scelta della temperatura di servizio dei vini che mi fu svelata dal direttore di produzione di una blasonata cantina toscana, enologo ed ex cameriere (aveva fatto il cameriere durante gli studi universitari).
Mi spiegò che ogni vino ha una temperatura ottimale di servizio dipendente da diversi fattori come estratto, alcol ed acidità. Sarebbe difficile spiegare ai non-tecnici come questi costituenti del vino interagiscano con i recettori del palato in maniera differente a seconda della temperatura di servizio. Tra questi il principale è il grado alcolico, che a sua volta è anche grossolanamente correlato con l’estratto. Il grado alcolico, inoltre, è l’unico parametro analitico che deve essere indicato per legge sull’etichetta. Si capisce quindi come una regola mnemonica legata al grado alcolico sia utile e pratica.
La regola prevede che un vino abbia una temperatura di servizio ottimale che si attesta attornoi al valore del grado alcolico diminuito di 3.
Scritta così appare un po’ contorta ma in realtà è semplicissima, basta leggere sull’etichetta il contenuto alcolico, diminuirlo di 3 (numero perfetto per antonomasia) e si avrà la temperatura di servizio del vino.
Così un vino (sia esso bianco o rosso) con un tenore alcolico di 12°, la temperatura di servizio è di 9°C (12-3).
Una chiosa è d’obbligo: per i vini rossi si tratta di una temperatura minima di servizio mentre per i rosati ed i bianchi si tratta di una temperatura massima.
Comunque, se non si vuole apparire “matematici” ma si vuole aggiungere un po’ di suggestione si usa dire: i bianchi (ed i rosati) si servono a temperatura di frigorifero ed i rossi a temperatura di cantina.
Maggio 27th, 2008 at 2:09 pm
Massimo…giorni fa so stato alla Feltrinelli a Bari. Ho notato uno strano abbinamento: vini e libri.
Praticamente vendevono delle scatole con all’interno una bottiglia di vino e un libro. Il vino proveniva da varie cantine pugliesi. Non so se c’era un criterio preciso per associare un particolare vino con un particolare libro. lo volevo sapere da te.Ne eri a conoscenza di questa iniziativa??
So solo una cosa, non poteva mancare un vino con il libro di Vinicio Capossela. Mi sono crepato dalle risate. Lui che è un ubriacone (ma solo quando non fà l’artista) non poteva non partecipare all’iniziativa, infatti il suo libro era in mostra.
Maxn, facci conoscere le maggiori cantine pugliesi (se c’è ne sono). Sono totalmente ignorante in materia. Quanti tipi di vini ci sono e altre cose.
Un’altra cosa…ma tie sempre imbriacu vai??? (scherzo ahahahahah)