Da sempre, o almeno da quando ricordo, sono sembre stato considerato un gastronauta, uno che riesce a trovare sempre nuovi prodotti titillanti il palato degli amici. Questa nomea mi spinge, quando sono invitato a pranzo, a cercare novità enogastronomiche per stupire il mio ospite.
Qualche mese fa fui invitato a pranzo da una “famiglia allargata” di Altamura… marito e moglie (i miei amici), i genitori dei lei, le sorelle, i cognati ed i nipoti… una tavolata di una ventina di persone.
Altamura, per chi non sapesse, è una miniera d’oro per i gastronauti: il famoso pane, i latticini, i salumi, alcuni dolci, i sott’olio, il vino, le ciliege,… la sfida alla mia nomea era veramente ardua!
Non mi persi d’animo, feci il giro dei “miei pushers gastronomici”: pasticceria, mia cantina, enoteche, negozietti, forni… fu proprio in un forno che mi cadde l’occhio su un vassoietto incellofanato: mustaccioli ripieni di pasta di mandorla. L’inconsueto accostamento mi incuriosì, speziato e forte il gusto del primo, delicato e dolcissimo il gusto del secondo… come si sposavano i sapori? Inutile dire che comprai una generosa quantità ed affrontai il giudizio degli amici: iniziammo il pranzo, un trionfo di sapori generosamente annafiati da diversi vini, e per finire… i dolci da me portati: L’APOTEOSI… i due costituenti si amalgamano ottimamente, i diversi sapori così contrastanti si inseguono e si accavallano in una sinfonia di gusto.
Unico rammarico: non avevo portato un vino adeguato ed in ogni caso l’avrei sbagliato: avevo pensato ad un passito di Trani, invece il vino da abbinare, purtroppo piemontese, è un moscato d’Asti passito, da uva stramatura, profumato come il moscato (per la pasta di mandorle) ma con note di uva surmatura, quasi passolata (per il mustacciolo): ancora un accostamento di sapori contrastanti con esito meraviglioso.
Fate la prova e… fatemi sapere!!!